8 Luglio 2010, una data storica per la nostra Diocesi e per l’intero territorio RIAPRE I BATTENTI IL “MUSEO DIOCESANO DEL MONTEFELTRO A. BERGAMASCHI”Scrive il nostro Vescovo “Non ho certo inteso, né intendo un Museo come pura conservazione del passato, quasi una sorta di archeologia, ho inteso e intendo un Museo come una grande occasione di recupero della tradizione cristiana e una grande possibilità, offerta a tutti gli uomini di buona volontà di questi territori, di recuperare gli elementi fondamentali di quella cultura di popolo per cui, questo popolo è giustamente orgoglioso dopo secoli della sua tradizione di vita”.
Carissimi, l’ inizio di quest'estate è caratterizzato da un grande evento nella vita della Chiesa diocesana e per l’ intera società. Una mostra dedicata all’ esposizione dei pezzi migliori e più significativi del nostro Museo diocesano introduce, di fatto, alla riapertura del “Museo diocesano del Montefeltro” intitolato alla cara e venerata memoria di Monsignor Antonio Bergamaschi che per primo ebbe questa idea. Riaprire un museo diocesano in un momento come questo della chiesa, della diocesi e della società è un fatto che io sento di grande importanza; innanzitutto di grande importanza ecclesiale perché significa, in linea con quanto richiamato durante questa visita pastorale, rinnovare la tradizione di cui il nostro popolo attuale è figlio. Una tradizione che è stata certamente di fede, di carità e di civiltà perché qui la fede è stata capace di inculturare la società e di creare una civiltà popolare che ha avuto, fra le sue espressioni più significative, proprio le svariate forme di arte che potranno essere ammirate nelle sale di questo nostro museo. Prego perché questo incontro consenta a tutte le generazioni presenti nel nostro popolo di ritrovare, in profondità, questa tradizione, di amare questo grande avvenimento di fede e di carità che costituisce la sostanza viva del cuore e delle intelligenze del nostro popolo. Mentre si è alla ricerca di una esperienza di fede attuale che sappia accogliere le domande di senso dell'uomo di oggi, per offrire a questo uomo una proposta valida e definitiva, questo ritorno alle origini è indubbiamente un fatto di grande importanza. Ma questo evento è anche un evento, come ho detto tante volte intervenendo su questo problema, laico; è una proposta culturale che viene offerta al popolo che vive in questi territori e, al di là di esso, al popolo che visiterà questo nostro Museo provenendo, magari, dalle più diverse parti d'Italia e dall’estero. La cultura è l'espressione significativa della genialità umana perché, come ci ha insegnato Giovanni Paolo II, la cultura è il modo specifico di essere, di esistere. Quindi, tutti qui, a prescindere dalle loro particolari professioni di fede e opzioni di carattere strettamente personale, saranno invitati a recuperare la sostanza viva di quello che Benedetto XVI , nel convegno delle Chiese italiane a Verona, ha definito una cultura di popolo, che ha avuto nella vita, nella presenza, nella fatica, nel lavoro, nella gioia del popolo cristiano la sua matrice originaria e fondamentale. Non ho certo inteso, né intendo un Museo come pura conservazione del passato, quasi una sorta di archeologia, ho inteso e intendo un Museo come una grande occasione di recupero della tradizione cristiana e una grande possibilità, offerta a tutti gli uomini di buona volontà di questi territori, di recuperare gli elementi fondamentali di quella cultura di popolo per cui, questo popolo è giustamente orgoglioso dopo secoli della sua tradizione di vita. Per questo mi auguro che tale iniziativa, con il sacrificio economico che essa ha comportato, comporta e comporterà, diventi un fattore fondamentale di dialogo fra le posizioni diverse ma per l'incremento del bene, della libertà e della giustizia in questo nostro paese.
Pennabilli, 9 Giugno 2010
+Luigi Negri Vescovo di San Marino-Montefeltro
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