Il Nuovo Riallestimento PDF Stampa E-mail
Martedì 06 Luglio 2010 10:27

Il nuovo riallestimento del Museo Diocesano del Montefeltro A. Bergamaschi di Pennabilli.

Collegare gli oggetti del Museo al significato per il quale sono stati realizzati nei secoli, al fine di raggiungere una comprensione del senso della vita religiosa nel territorio delle Diocesi di Montefeltro e San Marino e di trarre le implicazioni pastorali, culturali e devozionali che tale rassegna va a testimoniare.

 

di Santino Langé

Lo scopo di questa giornata è presentare l’inizio del riordino del Museo della Diocesi di San Marino e Montefeltro, a partire dalla sua sede ormai consolidata di Pennabilli, mostrando da un lato le opere tra le più importanti che sono state fatte oggetto di accurato restauro, come è riferito nello scritto di Giovanni Gentili;

dall’altro lato riflettendo sulla natura e gli scopi di un Museo Diocesano così da poterne progettare ulteriori sviluppi e funzioni ai fini di una crescita della comunità locale.La conservazione degli oggetti che hanno fatto parte del culto, delle funzioni liturgiche e della devozione è un aspetto della vita della Chiesa, sempre fatta oggetto di attenzione e cura, così come viene espresso nel Concilio Vaticano II in cui si sottolinea che “la Chiesa nel corso dei secoli ha conservato con ogni cura il [proprio] tesoro artistico”.Questo patrimonio è costituito dalle chiese e dagli altri edifici destinati al culto (architettura); dalle infrastrutture territoriali nelle quali prendono significato (paesaggio); dagli oggetti contenuti in tale sistema (sculture, pitture, oggetti liturgici, elementi decorativi) e i Musei diocesani sono perciò pensati per ospitare i beni di quest’ultima categoria, beni che non vengono più utilizzati o che possono essere in condizioni di sicurezza non sufficiente.Tuttavia un Museo di questo tipo non può essere considerato solamente alla stregua di un deposito o di una mostra artistica ma – come espresso nello scritto di Sua Eccellenza Mons. Luigi Negri –  come la continuazione dell’esperienza religiosa di cui hanno fatto parte, seppure sotto altra forma e in altre condizioni. Si farà poi attenzione – con opportuni strumenti anche informatici – di collegare gli oggetti del Museo al significato per il quale sono stati realizzati nei secoli, al fine di raggiungere una comprensione del senso della vita religiosa nel territorio delle Diocesi di San Marino-Montefeltro e di trarre le implicazioni pastorali, culturali e devozionali che tale rassegna va a testimoniare: in particolare la loro collocazione e finalità originarie nelle pievi, nelle parrocchie e nei monasteri e conventi o altro; e poi rispetto agli orientamenti della cultura religiosa e laica dei diversi momenti. La ripresa di operatività del Museo della Diocesi del Montefeltro-San Marino vuole presentare tutta una serie di opere che sono state fatte oggetto di accurato restauro e che rappresentano per lo più i “pezzi” più pregiati di una raccolta che supera il migliaio di esemplari: sono circa venticinque opere di pittura, una decina di sculture e una scelta di vasi, ceramiche e paramenti, in modo da iniziare a configurare una prima selezione di testimonianze che si arricchiranno nel tempo, in rapporto alla possibilità di interventi di restauro che, come è noto, presentano difficoltà e costi non indifferenti.

 
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